Cattedrale di Santa Maria Maggiore
Seconda Discesa Santa Maria - 84039 Teggiano (Salerno)
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Sorta verso la fine del 1200, la chiesa ha subito nel corso dei secoli numerose trasformazioni. Nel Medio Evo l'ingresso principale era sulla piazza, preceduto da un porticato a tre archi, affiancato dal campanile, staccato, e con il Battistero di San Giovanni di fronte (questa struttura � tipica, basti pensare al duomo di Firenze o di Pisa).

Verso la met� del 1800 ci furono per� tre avvenimenti importanti: il terremoto del 1858, la beatificazione di San Cono e l'essere diventata, Diano, sede di Diocesi. Nel realizzare i lavori dopo il terremoto, si colse l'occasione per ingrandire la chiesa, realizzando tutta la parte del transetto del presbiterio e della sacrestia, invertendo anche l'ingresso che dalla piazza fu spostato nel vicolo opposto.

Di pregevole fattura sono i due portali: quello principale ricco ed elaborato attribuito a Melchiorre nel XIII sec. e quello laterale del 1508.

All'interno:

- il pulpito (rarissimo esempio in Italia di scultura firmata ) scolpito da Melchiorre da Montalbano, datato 1271. Tutta l'opera, realizzata in pietra di Teggiano, su quattro colonne sormontate da quattro capitelli e da due archi trilobati, ha un significato allegorico: partendo dall'alto troviamo i simboli dei quattro evangelisti (Marco, Matteo, Giovanni e Luca), al di sotto, scolpiti nei triangoli, il cervo (raffigurante l'uomo non ancora convertito) poi il leone (raffigurante l'uomo forte e potente perch� cristiano) poi Mos� che indica Eva. Nella figura centrale il leone rappresenta la potenza della Chiesa che regge la colonna attorcigliata simboleggiante l'umanit� e, al di sopra, l'eterna lotta tra il bene e il male con il guerriero (il bene) che con sforzo difende la lepre (l'uomo) dall'aquila (il male).

- la tomba di Stasio d'Heustasio, datata 1472 � retta da tre statue raffiguranti le virt� teologali (fede, speranza e carit�). Nel corpo centrale una Madonna con bambino affiancata da angeli con a sinistra lo stemma dei d'Heustasio e a destra quello dei Sanseverino. Sul coperchio riposa Stasio vestito da guerriero con i piedi poggiati sul fedele cane. Stasio, per�, era un guerriero e come tale mor� chiss� dove per cui non � stato mai sepolto in questa tomba che dal 1857, dopo che Diano divenne sede di Diocesi, conserva le spoglie del primo Vescovo di Teggiano Mons. Valentino Vignone.

- la tomba di Enrico Sanseverino � l'opera pi� raffinata di questa chiesa. Attribuita a Tino da Camaino e scolpita nel 1336, � molto simile a quella del Duca di Calabria e a quella della moglie Maria d'Angi� dello stesso autore che si trovano a destra dell'altare maggiore della chiesa di Santa Chiara di Napoli. Tommaso Sanseverino, Gran Connestabile del Regno di Napoli, fondatore della Certosa di Padula e del Castello di Diano, volle per il figlio primogenito Enrico, morto giovanissimo nella Crociata a Gerusalemme, un sepolcro degno del suo rango.
Poggiata su tre colonne tortili raffigura, nella parte centrale, i dodici apostoli con ai bordi e sulle fasce centrali scritte in oro su fondo smaltato bleu e sul coperchio Enrico nelle vesti da crociato. Nella parte superiore � raffigurata la presentazione di Enrico, inginocchiato e con la spada al fianco, alla Madonna con bambino, affiancata da angeli e da Sant'Enrico di Hoistoffen con in braccio un infante che simboleggia l'anima del morto.

- la tomba di Orso Malavolta, datata 1488, ricca e ricercata, � opera certamente di un artista venuto da fuori. Poggia su due alte cariatidi di epoca precedente che certamente reggevano un'altra tomba.
Sul coperchio la figura di Orso, senese e medico personale di Antonello Sanseverino, principe di Salerno. Il fatto che un medico senese si trovasse a Diano alla fine del XV sec. si spiega con il fatto che Antonella aveva sposato Costanza, la figlia del Duca di Urbino, e insieme alla moglie ha portato con s� dal centro Italia anche tutta una serie di persone come medici, notai, pittori, scultori ect.

- due angeli in legno dipinto del settecento, posti ai lati dell'altare maggiore.

- due tele dei primi anni del XVIII sec. raffiguranti una Madonna con San Cono e un Miracolo di San Cono.



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